Alberto Tafuri TRIO live al MASADA

LIVE Masada
Questo del 15 marzo al MASADA è il concerto di debutto del mio nuovo trio, con Marco Vaggi al contrabbasso e Tony Arco alla batteria. Stiamo lavorando insieme alla rielaborazione di una serie di brani già noti agli appassionati di jazz, e un paio di mie composizioni. Cosa fare? Con che criterio decidere?
Mi è venuta in mente una frase di Thelonious Monk, a questo proposito. ‘Make the drummer happy’, diceva. Ora, non che voglia mettere in secondo piano la felicità di Marco Vaggi, che sto scoprendo essere una specie di Cavaliere del contrabbasso, ma in questo concetto c’è molto di più che l’idea che se il batterista è felice, anche gli altri lo saranno. C’è, a mio parere, il concetto che nel jazz, e sopratutto nel jazz suonato da un trio con pianoforte, è fondamentale che il batterista senta nelle composizioni la profondità degli spazi, che siano ampi e sinuosi nelle ballate, scintillanti e ‘challenging’ nei tempi veloci, e carichi di blues nei mid-tempos. Ora, un esempio centrale in questo senso è, più che le mirabolanti melodie dei temi di Charlie Parker e di tutti i grandi del BeBop, proprio Monk, nella cuii scrittura si trovano elementi quasi equivoci, che sono stati, non del tutto giustamente, definiti ‘ironici’. Monk non era un tipo scherzoso, andate a guardarvi ‘Straight, no chaser’, il bellissimo documentario di Clint Eastwood (credo…). Monk era severo, e non credo avesse intenzione di buttarla sul ridere, come molta critica usava scrivere all’epoca. Faceva la danza dell’orso, quando lasciava suonare il basso e la batteria, ma non certo per intrattenere il pubblico. Quella danza era la sua specialissima reazione alle pulsioni della sua musica, e a come i suoi compari la vivevano insieme a lui. Ecco, vorrei fare felice il mio batterista, che di rimando, rendesse poi felici noi altri due, e di conseguenza chi ci ascolta. Ma niente danza dell’orso però…!



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