VIDEO

Time remembered (B. Evans) arr. A. Tafuri

Che composizione meravigliosa, Bill Evans amatissimo e malinconico (la malinconia essendo una malattia dello spirito, e perciò curabile, io credo) gioca con le dissonanze con garbo e superiore conoscenza. Ho voluto farne un arrangiamento non jazzistico, proprio per la sua natura mitteleuropea. Perdonate le libertà che mi son preso, spero che vi piaccia. P.s. ascoltate l’originale su ‘Loose blues’ uno dei dischi più belli di Bill, a parer mio.

La bambola (Cini, Migliacci, Zambrini)

Non tutti sanno che ‘La bambola’ trae spunto dalla fuga a 4 voci, in La minore del Clavicembalo ben temperato di J. S. Bach, a parte gli studenti del conservatorio, che infatti la chiamano proprio così, ‘la bambola’. Detto questo, a me è sempre piaciuta anche la sua parente povera, che Patty Pravo ha reso celebre negli anni ’60, tantè che ne ho registrato una versione per pianoforte nel mio primo lavoro ‘Persi e ritrovati’. Eccone una mia versione dal vivo a Brescia, di qualche anno fa.

Alberto Tafuri piano solo, Pianocity Palermo 2017, Zen

Non è stato facile, allo Zen. I bambini urlavano, le mamme guardavano lo smartphone, o chiacchieravano, i quattordicenni ronzavano con motorette intorno all’anfiteatrino, provocatori e strafottenti. Qualcuno però ascoltava, e si vede nel video. Ha ascoltato tutto il concerto il sindaco Leoluca Orlando, la preziosissima Ricciarda Belgiojoso, e anche qualche residente. Alla fine, applausi e ringraziamenti, ma quanta fatica!

Here’s to you (E. Morricone)

Pianocity 2018, via della Spiga. Non si può dire che quei pazzi di Pianocity non abbiano sprezzo del pericolo e senso del rischio! Dopo avermi chiesto di suonare a Palermo allo Zen, non esattamente un teatro lirico insomma, stavolta mi han piazzato in mezzo all’elegante via della Spiga. A parte qualche sciura con cane e qualche bambino poco interessato, è stato bello come sempre.

Starman (D. Bowie)

Pianocity Milano 2017, Spazio Intesa, seconda performance da solo dopo lo stop (chi mi conosce sa di cosa parlo, e del resto qui c’è un post a riguardo) un mio tributo a David Bowie.

Che te ne fotte (P. Daniele)

Prima esperienza a Pianocity milano 2015, tributo a Pino Daniele, un sacco di gente, tanti colleghi, tanta emozione.

Giant steps ‘o mine (A. Tafuri)

Un mio divertissement sull’armonia di Giant Steps, di John Coltrane.

Freddie no nose (A. Tafuri)

Dal repertorio del trio Jimmy2Times, con Mauro Negri e Enzo Zirilli, una mia composizione dedicata ad uno dei personaggi descritti nel piano sequenza iniziale del film ‘Quei bravi ragazzi’, che io e Zirilli conosciamo quasi a memoria, da buoni maniaci. Ma per quella sera Zirilli aveva già un impegno, e l’occasione di suonare non si poteva perdere, sicchè io e Mauro decidiamo di fare lo stesso il concerto, con lo stesso repertorio, solo per pianoforte e clarinetto. Ecco cosa è venuto fuori.

Untitled/Blackbird (A. Tafuri-Lennon/McCartney)

Alla filarmonica di Trento, meravigliosa sala, un piccolo estratto.

I love you (C. Porter)

Dal concerto del 27 novembre al teatro Menotti con Monday orchestra+ D. Scannapieco e S. Severini.

Oleo (S. Rollins)

Col mio amico Bebo FERRA, il più talentuoso chitarrista italiano, progetto DUAE, prove nel mio homestudiolo.

Vertigo (M. Mainieri)

Assolo di piano su ‘Vertigo’, dal concerto di giovedì 27 ottobre al teatro Leonardo, Mike ha appena suonato il tema e mi cede lo spazio.

Oops (M. Mainieri)

Al Rorschach jazz club, seconda data del mini-tour 2017 con Mike Mainieri, Maxx e i Ricci bro, un assolo sul brano capolavoro firmato da Mike, un sogno che diventa realtà.

Off minor (T. Monk)

Monk era un batterista, prima di tutto! Tuona Martellotta, e secondo me ha ragione, infatti diceva Charlie Rouse, suo fidato saxofonista, Monk ripeteva ‘Make the drummer happy!’. Eccovi una mia versione, suggerita da Massimo Martellotta, appunto.

Indagini su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (E. Morricone)

Triennale BFlat Jazz Festival – Alberto Tafuri trio

Con Alex Orciari eal contrabbasso e Matteo Rebulla alla batteria.

“In Movimento” – Cortona, Palazzo Casali

Improvvisazioni al piano, più un paio di rivisitazioni, Katmandù di Cat Stevens, e Aelita dei miei amati Stereolab.